Il Parlamento Europeo vota, domani 20 gennaio 2011, la proposta di relazione sulla Relazione sulla politica di concorrenza 2009 (si chiama proprio così).

Il documento, che dedica ampio spazio al periodo di crisi finanziaria ed economica,  agli aiuti di stato e alle distorsioni che hanno prodotto, prende in considerazione tre temi ai quali questo blog dedica ampio spazio: la proprietà intellettuale, le PMI e il private enforcement del diritto antitrust.

Quanto alle PMI, la proposta sottolinea sottolinea la necessità di elaborare regole di concorrenza chiare, favorevoli, utili, eque e non discriminatorie e ricorda la particolare importanza che per l’intera economia europea rivestono le PMI e il loro grande potenziale d’innovazione.

Interessante la posizione espressa sul private enforcement del diritto della concorrenza e del rapporto tra questa e la tutela dei consumatori il Parlamento spinge per la creazione di un sistema europeo di ricorso collettivo per le vittime di violazioni delle norme sulla concorrenza e stimola la Commissione a presentare, senza inutili ritardi [il Libro Bianco è del 2008], un’iniziativa legislativa per agevolare la realizzazione di azioni individuali e collettive per il risarcimento dei danni antitrust, senza gli eccessi del sistema nordamericano.

In materia di proprietà intellettuale, il Parlamento esprime due posizioni decise.

Da un lato afferma che la politica di concorrenza debba contribuire alla promozione e all’applicazione di standard aperti e interoperabilità (a Microsoft fischieranno le orecchie…), per prevenire l’agganciamento tecnologico di consumatori e clienti da parte di una minoranza di soggetti che operano sul mercato. Dall’altro esprime la preoccupazione di abusi dei diritti di proprietà intellettuale e invita la Commissione a usare la legislazione sulla concorrenza come strumento per impedirli.

Sempre in tema di IP, il Parlamento afferma che l’innovazione scientifica e tecnica, i brevetti e le industrie culturali favoriscono la competitività e si esprime a favore del brevetto UE e di un meccanismo di composizione delle relative controversie per affrontare le distorsioni provocate dalle attuali norme sui brevetti (in parole semplici: un tribunale unico per tutta l’UE in materia di brevetto europeo).

Vedremo se la proposta passerà senza emendamenti, o se sarà approvato quello che prevede, al punto 14, di inserire nel sistema di ricorsi collettivi per i consumatori il meccanismo dell’opt-in (detto in parole semplici: il meccanismo scelto per l’azione di classe prevista dall’art. 140-bis del Codice del Consumo che, di fatto, la rende uno strumento utile soltanto alle associazioni di consumatori, le uniche in grado di raccogliere un numero di danneggiati sufficiente a proporre un’azione di classe credibile).

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