Grazie a una interessante segnalazione del blog IP Kat, e grazie a uno studioso italiano che insegna alla Brunel University, Prof. Maurizio Borghi, ho appreso che lo Stato di Città del Vaticano ha adottato una nuova legge sul diritto d’autore.

Così, in Vaticano è applicabile la legge italiana (oggi la Legge 633/941) se non incompatibile con i principi generali del diritto canonico, con i Patti Lateranensi e con gli accordi internazionali di cui la Santa Sede è parte (art. 1.1).  Anche le modifiche alla legge italiana sono automaticamente recepite (art. 1.2.).

La legge si focalizza sugli “scritti e i discorsi del Romano Pontefice”, sulla sua immagine e – udite, udite – sulla sua voce.

Interessante l’art. 5, che attribuisce alla Santa Sede allo Stato della Città del Vaticano il diritto d’autore sulle opere create o pubblicate sotto il loro nome o realizzate per loro conto. Una deviazione dal principio generale contenuto nella legge italiana per cui il titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore è la creazione, mentre sembra avvicinarsi al principio che nel copyright law statunitense attribuisce il diritto nel caso del work for hire 17 USC §201(b).

Molto interessante è anche la norma sulla riproduzione dei beni culturali vaticani “anche puramente documentaristiche” e anche con il mezzo della fotografia: unici soggetti legittimati a svolgere attività di riproduzione sono le istituzioni che hanno in custodia detti beni culturali” (art. 4.1).

Non sembrano previste eccezioni per le riproduzioni personali.

Da oggi niente più foto in Piazza San Pietro?

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